Quando un figlio affronta diagnosi complesse come l’ADHD associato a dipendenza da sostanze, i genitori si trovano di fronte a sfide emotive e pratiche straordinarie. Martina Colombari e Billy Costacurta hanno trasformato la loro esperienza difficile con il figlio Achille in un messaggio di speranza attraverso un corso genitoriale ADHD, dimostrando come l’educazione e il supporto mirato possono cambiare le dinamiche familiari. Questo articolo esamina il loro percorso di supporto, le difficoltà affrontate, e le strategie che hanno permesso a Achille di trovare una via verso la guarigione.
All’interno dei primi mesi, Martina Colombari ha rotto il silenzio spiegando come lei e il marito hanno scelto di affrontare pubblicamente la fragilità del loro figlio, sottolineando l’importanza di imparare a gestire situazioni complesse attraverso una formazione dedicata all’ADHD, offrendo così un modello di responsabilità genitoriale che potesse aiutare altre famiglie in situazioni simili.
La testimonianza straziante di Achille
Achille Costacurta, nato il 2 ottobre 2004, ha raccontato nel podcast “One More Time” una storia caratterizzata da sofferenza adolescenziale, passando attraverso momenti definiti come i più bui della sua giovane vita. Durante la sua adolescenza, ha affrontato sette ricoveri ospedalieri (TSO) per un totale di quattordici settimane, un’esperienza che ha segnato profondamente lui e i suoi genitori. Queste ospedalizzazioni rappresentavano il culmine di un percorso tortuoso che aveva già compreso l’arresto per spaccio a sedici anni e il tentativo di suicidio, momenti nei quali ha richiesto persino l’eutanasia, come ha confessato nel corso dell’intervista.
La diagnosi tardiva di ADHD
La diagnosi che avrebbe potuto cambiare tutto è arrivata estremamente in ritardo, quando Achille aveva già ormai ventuno anni. Durante il ricovero presso una clinica in Svizzera nel maggio dell’anno precedente, gli specialisti hanno diagnosticato l’ADHD senza necessità di test approfonditi, comprendendone immediatamente i meccanismi sottostanti. Achille aveva cercato di auto-curarsi ricorrendo alle droghe, un tentativo disperato di gestire sintomi che non comprendeva e che la scuola aveva interpretato come problemi comportamentali. In terza media non era stato ammesso agli esami per il comportamento, e al liceo era stato espulso dopo appena tre mesi. I medici svizzeri hanno spiegato che il suo cervello non produceva abbastanza dopamina, un aspetto che la scuola italiana non aveva riconosciuto.
Gli effetti delle dipendenze durante l’adolescenza
La tossicodipendenza precoce ha aggravato enormemente la situazione. Achille ha confessato di aver consumato sette boccette di metadone insieme, un’assunzione tale che i medici hanno dichiarato di non comprendere come fosse ancora vivo. Queste scelte disperate riflettevano il caos emotivo causato da una condizione non diagnosticata e dalla mancanza di strategie appropriate per gestire le emozioni turbinose. L’arresto per spaccio rappresentava non solo una conseguenza legale, ma un segnale urgente di un disagio profondo che necessitava di intervento immediato e consapevole da parte degli adulti responsabili della sua crescita.
Il corso genitoriale ADHD: il punto di svolta
Uno dei momenti cruciali nel percorso della famiglia Costacurta è stato quando Martina Colombari e suo marito hanno deciso di intraprendere una formazione specifica per genitori di ragazzi con ADHD. Questa scelta rappresenta un cambiamento radicale nell’approccio genitoriale, poiché ha permesso loro di comprendere veramente la natura del disturbo e le modalità comunicative più efficaci. Secondo la testimonianza di Achille stesso, questa formazione ha avuto un impatto trasformativo sulla qualità della relazione familiare.
Supporto genitoriale attraverso una formazione dedicata
Il corso genitoriale ADHD seguito da Martina Colombari e Billy Costacurta non era una semplice lezione teorica, ma un percorso di apprendimento pratico su come comunicare efficacemente con un adolescente che vive il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. La formazione ha insegnato loro a comprendere i comportamenti che prima interpretavano come mancanza di disciplina, quando in realtà erano manifestazioni del disturbo neurobiologico. Achille ha spiegato che prima del corso, quando litigavano in casa, lui sfuggiva dalla situazione e sfondava le porte, comportamenti tipici di chi non sa gestire l’escalation emotiva.
La trasformazione della dinamica familiare
Dopo il completamento della formazione genitoriale, la relazione tra Achille e i suoi genitori è cambiata radicalmente. Come Achille stesso ha raccontato: “Da quando i miei genitori hanno fatto anche loro un corso genitoriale per l’ADHD, il nostro rapporto è cambiato da così a così. Prima in casa quando litigavamo, io andavo fuori, spaccavo porte. Da lì non è mai più successo perché loro ora sanno come dirmi un ‘no'”. Questo testimonia come l’educazione genitoriale mirata non sia solo beneficiosa teoricamente, ma produca risultati concreti e misurabili nelle dinamiche quotidiane. I genitori avevano imparato a modulare il loro tono, a riconoscere i momenti di sovraccarico emotivo di Achille, e a comunicare i confini in modo che potesse effettivamente comprenderli e accettarli.
Il percorso di guarigione e ricerca di aiuto
La decisione di Achille di ricoverarsi in una struttura svizzera rappresenta un punto di inflessione decisivo. I professionisti di questa clinica hanno utilizzato un approccio basato sulla scelta consapevole, piuttosto che su restrizioni coercitive, comunicandogli: “Tu sei qua e puoi scegliere, se ti vuoi drogare c’è la strada, puoi andare e puoi fare quello che vuoi. Se tu invece hai bisogno di una mano, vieni qua e noi ti aiutiamo”. Questo approccio ha risuonato profondamente con Achille, permettendogli di sentirsi rispettato e protagonista del suo recupero.
Il ruolo della terapia farmacologica
La terapia farmacologica si è rivelata fondamentale nel trattamento dell’ADHD. Dopo la diagnosi, Achille ha iniziato a assumere il Ritalin, un farmaco che regola i livelli di dopamina nel cervello. I risultati sono stati immediati e drammatici: nel primo mese di assunzione, era in grado di leggere un libro intero in due o tre ore e scrivere quaranta o cinquanta pagine al computer nello stesso lasso di tempo, prestazioni che prima gli erano impossibili. Questa trasformazione della capacità cognitiva non rappresenta semplicemente un miglioramento accademico, ma una restituzione della dignità personale, poiché Achille poteva finalmente compiere compiti che altri consideravano ordinari ma che per lui rappresentavano frontiere irraggiungibili.
L’importanza del supporto professionale specializzato
La clinica svizzera ha fornito una struttura di supporto multidisciplinare che ha affrontato contemporaneamente l’ADHD, la dipendenza e la salute mentale. I professionisti hanno diagnosticato rapidamente l’ADHD e hanno comunicato ad Achille una verità liberatoria: stava cercando di auto-curarsi con le droghe un disturbo biologico che poteva essere trattato farmacologicamente. Questo riconoscimento ha trasformato la sua autocomprensione da “persona debole e deviante” a “persona che affronta una condizione neurologica che richiede intervento medico”. Achille ha espresso gratitudine verso la clinica, dichiarando: “Mi hanno fatto cambiar vita, grazie a loro io non mi drogo più. Il loro approccio ti fa capire veramente le cose importanti. Li ringrazierò per tutta la vita”.
La responsabilità genitoriale di Martina Colombari nel confronto pubblico
Quando il podcast di Achille è stato pubblicato a fine ottobre 2025, Martina Colombari ha rotto il silenzio riconoscendo l’intensità emotiva del momento. Ha scritto ai suoi follower ammettendo “è stato un weekend intenso”, indicando come la testimonianza pubblica del figlio avesse generato reazioni significative e richiedesse una risposta ponderata da parte dei genitori. Martina ha sottolineato l’importanza di mantenere una comunicazione aperta con Achille piuttosto che reagire impulsivamente ai commenti esterni.
La gestione della fragilità adolescenziale in pubblico
La condivisione pubblica della storia di Achille presentava dilemmati etici complessi per una figura pubblica come Martina Colombari. Ha confessato: “Perché non so mai come pormi di fronte a questa sua fragilità”, un’ammissione onesta della difficoltà nel trovare l’equilibrio tra proteggere la privacy del figlio e riconoscere il valore terapeutico della sua testimonianza. Ha deciso di adottare un approccio di responsabilità condivisa, affermando “Con calma ne parliamo” e promettendo di confrontarsi prima con Achille prima di aggiungere ulteriori commenti pubblici, dimostrando come il ruolo genitoriale richieda adattamento continuo anche quando i figli diventano giovani adulti che scelgono di condividere le proprie storie.
La difesa consapevole e l’educazione della comunità
Nelle ore successive al podcast, Martina Colombari ha scelto di trasformare il momento in un’occasione educativa, condividendo informazioni precise su cosa sia l’ADHD. Ha rivolto appelli specifici ad altri genitori che potessero riconoscere sintomi simili nei loro figli, trasformando l’esperienza personale della famiglia Costacurta in una risorsa collettiva. Questa scelta riflette una comprensione matura della genitorialità, dove il dolore personale viene canalizzato verso il beneficio della comunità più ampia.
Lezioni applicate per altre famiglie
Il percorso della famiglia Costacurta fornisce insegnamenti cruciali per altri genitori che affrontano situazioni simili, in cui si combinano disturbi neurobiologici come l’ADHD con comportamenti ad alto rischio durante l’adolescenza.
Riconoscere i segnali di allarme precoce
I genitori dovrebbero essere consapevoli che comportamenti disruptivi a scuola non sempre riflettono mancanza di disciplina o cattiva educazione. Nel caso di Achille, l’espulsione dal liceo dopo tre mesi e il divieto di sostenere esami in terza media erano segnali che avrebbero potuto condurre a una valutazione neuropsicologica tempestiva. I segnali di ADHD includono difficoltà di concentrazione, impulsività, iperattività o, al contrario, ritiro sociale, che spesso vengono fraintesi come comportamenti volontariamente problematici.
L’importanza della diagnosi tempestiva
La diagnosi tardiva di ADHD a ventuno anni ha comportato un costo umano significativo: anni di sofferenza, ricorsi alle droghe, ricoveri ospedalieri e trauma psicologico. Una diagnosi all’età di dodici o tredici anni, quando i primi segnali erano già evidenti, avrebbe potuto prevenire gran parte di questo dolore. I genitori dovrebbero essere proattivi nel cercare valutazioni specialistiche quando il comportamento di un figlio non corrisponde alle aspettative normative, specialmente se accompagnato da difficoltà scolastiche inspiegabili.
L’investimento nella formazione genitoriale
Il corso genitoriale ADHD intrapreso da Martina Colombari e Billy Costacurta dimostra che l’educazione genitoriale non è un’ammissione di fallimento, ma un investimento intelligente nel benessere della famiglia. Molti genitori resistono all’idea di ricevere formazione, percependola come una critica alle loro capacità. Tuttavia, il fatto che una coppia coniugale di persone ragionevolmente consapevole e amorevole abbia scoperto di non comprendere effettivamente come comunicare con un figlio ADHD sottolinea la complessità specifica di questa condizione. La formazione fornisce strumenti concreti, linguaggio efficace, e una comprensione neurobiologica che trasforma le interazioni quotidiane.
Martina Colombari e Billy Costacurta hanno dimostrato che supportare un figlio in difficoltà richiede umiltà, continuo apprendimento e disponibilità a modificare i propri approcci. La loro storia, resa pubblica attraverso la testimonianza coraggiosa di Achille, rappresenta un modello di come la vulnerabilità condivisa possa diventare una fonte di forza non solo per la famiglia, ma per altre famiglie che affrontano sfide comparabili nel complesso viaggio della genitorialità moderna.




